La Thailandia, un paese ancora tutto da scoprire

La superficie del territorio tailandese è grande quasi come quella della Francia.  A nord la Thailandia confina con il Myanmar (Birmania) ed il Laos, ad ovest con il Myanmar, ad est con la Cambogia ed il Laos e a sud con la Malesia.

Il punto di maggior estensione da nord a sud è di circa 1500 km, mentre da est ad ovest è di circa 800 km.

 

Dal punto di vista geografico si tende a suddividere la Thailandia in cinque regioni.

La pianura centrale abbraccia la zona alluvionale del fiume Chao-Phraya. E’ la regione più fertile del Paese e grazie ad una fitta rete di canali e ad altri innumerevoli sistemi d’irrigazione, questa regione appartiene tradizionalmente ad uno dei territori di coltivazione del riso più importanti del mondo. Purtroppo sempre più campi da riso devono lasciare il posto ad un utilizzo industriale più lucrativo.

La regione centrale è la regione thailandese maggiormente abitata – caratteristica dovuta anche al fatto che la capitale, Bangkok, si trova al suo centro.

 

 

Il nord della Thailandia è composto geograficamente da una serie di catene montuose parallele, con un’altezza media sul l.d.m. di 12000 metri, separate l’una dall’altra dalle valli del Ping, del Wang, dello Yom e del Nan. Gran parte di queste catene montuose sono ancora ricche di foreste tropicali, seppure il pregiato legno, il teak, sia ormai stato quasi completamente tagliato (il governo ha varato nel frattempo un ampio divieto di disboscamento).

Il Doi Inthanon (Monte Inthanon), il più alto del Paese con un’altezza s.l.m. di 2.595 metri, si trova nel nord della Thailandia. I tre regni thailandesi nel sud-est asiatico, Chiang Mai e Chiang Saen, avevano il loro centro nel nord della Thailandia. La seconda città più grande della Thailandia odierna, Chiang Mai, rappresenta il centro economico, culturale e amministrativo della regione del nord.

La punta più a nord appartiene al cosiddetto triangolo d’oro, l’angolo che viene a formarsi dall’incontro tra Thailandia, Birmania e Laos, nel quale si trovano le più grandi coltivazioni di oppio del mondo.

La regione a nord-est, chiamata in thailandese Isan, è un altopiano la cui forma ricorda quella di un piatto, con un’altezza media s.l.m. di 200 metri, definito come l’altopiano del Khorat. I terreni di questa regione sono molto sabbiosi e non particolarmente fertili. La posizione geografica ha come conseguenza una scarsa piovosità durante tutto l‘anno, tranne che nel periodo delle piogge. Durante il periodo delle piogge, da giugno fino ad ottobre, le precipitazioni sono però così intense che, nonostante la sabbiosità del suolo, il terreno assorbe molto velocemente l’acqua e gran parte della regione viene inondata.

La regione del nord-est presenta poche zone boscose, tranne nei territori limitrofi del nord e dell’est. Le strisce di terra che non vengono utilizzate per l’agricoltura (principalmente il riso) sono ricoperte in gran parte da erba e sterpaglia. Il nord-est, nonostante sia una zona ben popolata, è sicuramente la parte del Paese meno sviluppata e meno visitata dai turisti.

La delimitazione della costa orientale dal nord-est si basa principalmente su motivazioni economiche e sociali piuttosto che geografiche. La costa orientale si differenzia dal nord-est in prima linea per il fatto di essere molto più benestante – effettivamente è la seconda regione più ricca del Paese dopo la Thailandia centrale. Questa ricchezza è dovuta ad un rapido incremento degli insediamenti industriali e ad una buona infrastruttura turistica. Al benessere della regione contribuisce inoltre la straordinarietà dei frutti (durian e mango), nonché le straordinarietà delle pietre (rubini e zaffiri).

La Thailandia meridionale, che si estende su ampie zone della penisola malese settentrionale, può vantare uno dei paesaggi più affascinanti del mondo, caratterizzato da basse frastagliate montagne rocciose di pietra calcarea. Ogni viaggiatore che attraversa la Thailandia meridionale rimane affascinato da questi monti di pietra calcarea che spesso ergendosi bruschi nel mezzo di campi di riso risultano come dei corpi estranei. Oltre al paesaggio della terra ferma, che spesso sembra tratto dalle favole, appartengono alla Thailandia meridionale anche molte delle isole antistanti la costa, spesso mentalmente collegate dai visitatori occidentali ad immaginari paradisiaci. Le più grandi e maggiormente sviluppate dal punto di vista turistico sono Phuket, Ko Samui e Krabi. Mentre oggi è il turismo a giustificare il relativo benessere della regione, negli anni passati tale prosperità era principalmente dovuta alla ricchezza del terreno, in particolare al minerale di stagno.

 

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