Amarone, uno dei più grandi vini italiani

L’Amarone è una grossissima realtà che si è andata affermando in modo particolare nel corso degli anni ’90, dimostrando quale vitalità e quali esito possono avere i vitigni italiani. L’antico Amarone, con la sua poderosità alcolica e valori che in un primo momento potrebbero sembrare esagerati, così come retrò le tecniche  come quella dell’appassimento, è invece  un vino impensabilmente giovane, soltanto ai suoi primi esiti e produttori, con un mondo di risultati importanti ancora da dimostrare e da esprimere. La vitalità economica della regione in cui viene prodotto, il Veneto, la sua storia molto variegata nei diversi territori, la si può leggere oggi in una continua offerta di etichette assai significative.

La nascita del nome dell’Amarone si può far risalire al 1936, nelle cantine di Villa Mosconi a Novare;

 Al 1938 risale la prima etichetta e il primo documento di vendita, ma bisogna comunque tenere conto che l’Amarone venne ufficialmente commercializzato a partire dal 1953. Questo vino ottenne subito un grande successo, anche se presso un pubblico contenuto di appassionati come era e rimane la produzione di questo vino, che copre il 10% di tutta la produzione dei vini del territorio, dominati dal Valpolicella e dal Valpolicella Superiore, rossi giovani e profumati, spesso da bere subito, freschi e gustosi.

Dal 1990, anno in cui nel disciplinare venne applicata una chiara distinzione tra il Recioto e l’Amarone, la richiesta di quest’ultimo aumentò fino a raggiungere l’apice nel 1995.

L’Amarone  è fatto da produttori di grande capacità ed esperienza, che sanno portare al giusto appassimento le uve destinate a questo vino. Le uve, sane e perfettamente mature non solo sulla buccia ma anche internamente, vengono selezionate già al momento della raccolta, nelle prime due settimane di ottobre,; si scelgono i grappoli spargoli, con gli acini non troppo vicini tra loro, in modo che lascino circolare l’aria. Gli acini vengono distribuiti sui plateaux, ampie cassette di legno, sempre più spesso sostituite da plastica traforata, per l’aerazione e per garantire una più rapida lavabilità dopo l’uso.

 I plateaux sono impilati nei fruttai, locali areati che spesso si trovano sopra le abitazioni e le cantine. Posizione utile per chi deve girare e controllare periodicamente le uve e poi lavorarle in fretta, al momento giusto.

Tutte le fasi sono tenute sotto controllo da apparecchiature, soprattutto per evitare attacchi di muffe e inizi di marciume, e mantenere corretto il processo di appassimento.

L’appassimento dura circa 120 giorni, ma può durare anche di più, secondo la percentuale d’acqua contenuta in origine nelle uve.. La più evidente conseguenza visibile di questa fase è la perdita di peso dei grappoli che varia secondo il tipo di uva: dal 35 al 45% per la Corvina, dal 30 al 40% per la Molinara e dal 27 al 40% per la Rondinella. A fine gennaio, inizi di febbraio, l’uva viene pigiata e la macerazione delle bucce è lunga. Lentissima anche la fermentazione a bassa temperatura, anche per 30/50 giorni. Questo serve a fare in modo che gli zuccheri, per effetto dei lieviti, si trasformino in alcol. Se il vino finale mantiene una presenza di zuccheri inferiore a 4 grammi per litro, potrà definirsi Amarone. Se la quantità è superiore a 4, si ottiene invece il Recioto. La gradazione alcolica minima per l’Amarone deve raggiungere i 14°. Dalla vinificazione all’imbottigliamento devono passare almeno 2 anni a decorrere da 1° dicembre dell’anno della vendemmia; 4 anni, a partire dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve, per la tipologia Riserva.

AMARONE TOMMASI
GUERRIERI RIZZARDI
MASI
BERTANI
ALLEGRINI
DAL FORNO
GIUSEPPE CAMPAGNOLA
MONTRESOR

 

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