Le sospensioni, le gambe delle moto
Tra le varie componenti di una moto le sospensioni sono sicuramente tra le più importanti, sia riguardo il piacere di guida che la nostra sicurezza.
Un vecchio adagio dei motociclisti recita che “i soldi spesi per le sospensioni sono sempre spesi bene”. Ed è assolutamente vero.
Nulla può rovinare maggiormente la percezione della qualità di una moto di un reparto sospensioni non adeguato, o registrato male; sono le sospensioni, infatti, a smorzare le asperità della strada, adeguando conseguentemente l’assetto della moto, determinando quindi la capacità della moto di rimanere aderente al terreno e di non scivolare, diventando incontrollabile.
Le sospensioni di una moto sono infatti composte dall’avantreno, dove generalmente lavora una forcella (telescopica o a steli rovesciati che sia) che lavora su due steli, i quali sono agganciati al perno della ruota anteriore tramite due mozzi,

e dal retrotreno, dove normalmente lavora un monoammortizzatore,

infulcrato sul forcellone posteriore – che a sua volta può essere monobraccio,

bibraccio semplice,

bibraccio con capriata di rinforzo inferiore o superiore.

Fino a poco tempo fa le case motociclistiche tendevano a produrre moto che non avevano la possibilità di registrare e modificare l’assetto con cui uscivano di fabbrica, soprattutto riguardo le moto standard, mentre invece provvedevano le moto più sportive con reparti sospensioni completamente regolabili.
Con il diffondersi della cultura motociclistica e il conseguente ampliamento delle proposte del mercato, anche nel segmento delle moto standard o basiche – come possono essere oggi le medie naked – si è assistito ad un graduale miglioramento delle dotazioni ciclistiche di serie, per arrivare alla situazione attuale nella quale sono ben poche le moto in commercio che non propongono delle sospensioni regolabili.
La possibilità di regolare le sospensioni, e modificare di conseguenza l’assetto della ciclistica della moto, è un intervento che, con il tempo, si può arrivare a compiere da soli.
Si consiglia, per le prime volte, di farlo eseguire da un meccanico specializzato, da cui si potrà capire come agire sulle regolazioni e cosa ciò comporti a livello di variazioni del comportamento della moto, per evitare spiacevoli conseguenze.
Il setup delle sospensioni è operazione molto delicata perché va provato l'esito della regolazione per ogni modifica apportata; diventa quindi di fondamentale importanza, prima di modificare i vari parametri, segnare le posizioni di tutti i registri e il comportamento della moto ad ogni variazione, per poter facilmente tornare allo status di partenza.
È importantissimo apportare piccoli cambiamenti alla volta e testare il risultato, cercando durante il successivo test di valutare i comportamenti dell'anteriore e del posteriore della moto.
Ulteriore consiglio: non esiste la regolazione perfetta, che si possa adattare a tutti, perché il comportamento della moto, e quindi l’assetto preferito, dipende fondamentalmente dallo stile di guida e dalla sensibilità di ogni pilota.
Questo per dire che, in questa operazione delicata, non si può agire semplicemente seguendo i consigli di altri piloti, ma facendo delle sperimentazioni empiriche.
Solo in questo modo, operando delle modifiche graduali e verificate, si potrà giungere a quello che può essere considerato il proprio assetto ideale, in relazione anche a quello che è il proprio utilizzo della moto.

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