Harley Davidson, il mito intramontabile
Una storia che è anche la storia della moto perché Harley Davidson è la più antica fabbrica di moto al mondo.
La sua nascita risale ai primi anni del ‘900, 1901 per l’esattezza, e forse per questo motivo le sue moto sono considerate in tutto il mondo come l’archetipo della moto: l’immagine delle Harley è talmente radicata nei nostri occhi e nelle nostre culture da essere facilmente riconoscibili.
Negli Stati Uniti le Harley sono considerate “le” moto, autentico orgoglio nazionale di cui essere fieri nel mondo, certificato dal grande successo commerciale che le moto di Milwaukee hanno a tutte le latitudini.
Nel primo periodo della sua storia assistiamo all’affermazione nel mercato americano, al punto di soppiantare la rivale Indian, e la commessa dell’esercito americano per la Prima Guerra mondiale che renderà le Harley anche moto da guerra, dove si crea la fama di moto robuste indistruttibili, al punto di guadagnarsi anche il ruolo di fornitore delle forze di polizia.
Successo che viene confermato anche dalla Seconda Guerra Mondiale, con la quale le Harley arrivarono anche in Europa, diventando, nel periodo post bellico, un irraggiungibile oggetto del desiderio (un esempio, Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma” in sella alla mitica WLA 750).
Il successo della Harley Davidson cresce in parallelo al successo della moto come passione e come simbolo di libertà (il film “Easy Rider” è ancora oggi il cult del popolo dei bikers – come amano farsi chiamare i possessori di questo tipo di moto -).
Nel secondo periodo della storia di Harley Davidson (fine anni sessanta – anni settanta) assistiamo invece alla caduta e alla lenta rinascita del marchio HD, quando nel mercato mondiale irrompe la carica delle giapponesi, che rendono obsolete (perché ancorate alle vecchie tecniche produttive e sostanzialmente immutate a livello stilistico) e fuori mercato, in quanto care, le bicilindriche americane.
La crisi dura fino all’inizio degli anni ottanta, quando il marchio, nel frattempo passato all’AMF, viene rilevato da un nuovo gruppo di investitori, capitanati da Willie Davidson, che decide di investire nel rilancio dell’Harley Davidson, sviluppando cicli di produzione ottimizzati, progettando nuovi modelli che presentavano migliorie tecniche adeguate ai nuovi tempi.
Lentamente iniziò la risalita nelle vendite, rafforzata da decisioni di marketing fondamentali, come la rinuncia a seguire le giapponesi nella strada, da loro tracciata, di diventare produttori generalisti a beneficio di una produzione di moto in stile retrò, sia nell’estetica che nella proposta delle sensazioni di guida vintage ma con la qualità e la tecnologia moderna che rendono le Harley Davidson delle autentiche “future classic bikes”, ovverosia delle moto che, se le acquisti oggi, sai già che domani saranno un classico.
In poche parole, in sella ad una Harley Davidson si cavalca un grande classico della storia motociclistica, di ieri, di oggi e di domani.

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