Ducati Monster 1100, la storia continua

Dici naked e pensi al Ducati Monster.

Il Monster è, infatti, molto più di una moto, è una categoria in assoluto.

Fin da quando fu presentata, a Colonia nel 1992, fu chiaro che Ducati aveva lanciato una sfida in piena regola, quella del rilancio delle moto nude o “naked” (come cominciarono ad essere chiamate di lì a poco).

Vale a dire le moto come si facevano una volta, prima che le hyper sport carenate divenissero fenomeno dominante di mercato: sella, serbatoio, motore, due ruote e manubrio, perché l’essenza della moto è questa e il designer del Monster, Miguel Galluzzi, fa sua questa idea e la mette in pratica.

 

In Ducati avevano visto giusto, come spesso capita loro, al punto che questo segmento motociclistico viene rigenerato proprio dal Monster, che da il via ad un fenomeno di mercato che ancora oggi non si attenua.

A più di quindici anni di distanza, la moto più venduta in Italia è una naked, a conferma della bontà dell’idea iniziale di Ducati.

 

In tutto ciò, non si può non valutare quanto il Monster, che nasce con cilindrata di 900, poi affiancata dalla 600 – che crescerà fino a 695 cc – e dalla 750che crescerà fino a 800 cc, sia stato determinante.

Oggi infatti parliamo della seconda versione di Monster, che solo dopo 15 anni di ininterrotto successo commerciale ha sentito il bisogno di una rinfrescatina: questo per dire quanto fosse geniale l’intuizione di Galluzzi, che ha creato una moto capace di essere al top delle vendite per 15 anni senza alcuna modifica alla linea.

 

Quella linea che l’attuale Monster 1100 (al pari della sorellina 695) si tiene ancora oggi ben stretta, in parte perché codice genetico della moto, autentico DNA stilistico e in parte perché funziona dannatamente bene ancora oggi.

 

È vero che il faro anteriore non è più tondo come prima, è vero che il telaio è stato leggermente modificato ma rimane sempre a traliccio di tubi, così come il motore, desmodromico come sempre in Ducati: in poche parole si parla di piccoli affinamenti – estetici perlopiù – che hanno reso più attuale la sua linea, mantenendo intatte le sue caratteristiche fondamentali.

 

La sua linea aggressiva è all’insegna della  filosofia che ha fatto del Monster un'icona del mondo motociclistico, "less is more": alleggerire e ridurre (il peso, soprattutto) per avere di più (a livello di piacere di guida, prestazioni ed emozioni).

I fianchi stretti e il manubrio largo, il carismatico e leggendario motore 1100cc Desmodromico a L, garante di coppia ed accelerazione impareggiabili, l'esclusiva dotazione ciclistica e la pregiata componentistica in carbonio contribuiscono a creare una delle naked più belle ed emozionanti in circolazione, caratterizzato dall’inconfondibile rombo Ducati. Come è sempre stato e sempre sarà il Monster.

 

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