Ducati 999, tradizione e innovazione
La Ducati 999 (nata dalla matita di Pierre Terblanche) rimarrà probabilmente la moto più incompresa e sottovalutata della casa di Borgo Panigale.
A suo svantaggio va il fatto di essere arrivata subito dopo una moto mito nella storia Ducati, quella 916 che, con le sue varie evoluzioni, tanta gloria sportiva ha portato ai tifosi ducatisti e di avere un’estetica e delle soluzioni meccaniche (tipo la rinuncia al forcellone monobraccio) che non sono mai state del tutto digerite.
Le innovazioni che ha introdotto rimangono però a testimoniare di un lavoro ben svolto dai tecnici bolognesi, che non a caso ha portato alla casa bolognese la ormai “solita” messe di vittorie in pista.

La posizione di guida (modificata e resa più agevole e confortevole per piloti di diverse stature) permette uno sfruttamento ottimale delle grandi doti ciclistiche e delle eccellenti prestazioni della moto, sia su strada che in pista.
Un grande lavoro è stato effettuato, portando a nuovi ingombri di sella e serbatoio che, uniti alle pedane regolabili, consentono di poter godere appieno della grande potenzialità di questa Ducati, che ti permette di andare a cercare il limite anche su strada.
La tradizione, rappresentata dal motore Testastretta e dal telaio a traliccio in tubi d’acciaio, si miscela sapientemente alle innovazioni tecniche, come l’inclinazione variabile del cannotto di sterzo – che permette di variare le quote ciclistiche a seconda delle proprie esigenze – o la tanta elettronica, derivata dal mondo delle corse che, per la prima volta, troviamo così presente su una moto di serie (al punto di dover considerare il cruscotto come il display di un autentico computer di bordo, segnalatore e gestore di un’infinità di funzioni).
In sintesi, la Ducati 999 propone una posizione di guida più naturale, grazie ai semi manubri più aperti, con una maggior sensazione di controllo, grazie alla sella più rastremata e al serbatoio più stretto che in passato.
L’impressione visiva viene confermata non appena si comincia a guidare questa fantastica bicilindrica.
Sensazione di controllo assoluto del mezzo, sia che si viaggi a 250 km/h in pista sia che si stia facendo un giro per passi appenninici, che regala una grande maneggevolezza e un’eccellente agilità nel misto stretto; basta pensarla la curva e lei è già lì, imperturbabile nel pennellare qualsiasi tipo di piega, grazie anche alla sua granitica ciclistica, che non va mai in difficoltà, neppure se stressata al massimo in circuito, al pari dell’impianto frenante, esente da qualsiasi critica e affaticamento.
Quando si guidano moto così riuscite e ben fatte vorresti veramente che la strada non finisse mai, tanto è il divertimento che sa regalare, nonostante la sua voce rombante sia un po’ attenuata dal dover rispettare le normative antinquinamento.
Ma i risultati sportivi sono lì a ricordarci che, seppur l’aspetto non sia quello delle più feroci macchine da pista, la 999 rimane sempre una Ducati, moto da temere a da rispettare.

Commenti
Sono un fortunato possessore di una stupenda 999S ho percorso con Lei circa 20.000 km e devo dire che mai nessuna moto mi ha fatto provare tanta sicurezza, potenza, tenuta di strada, velocità, presenza, bellezza, fascino, storia, vittorie, e non so cosa altro aggiungere.
E' certamente una moto difficile, che ha bisogno inannzi tutto di tanta passione per diventare "conoscenti" dopo forse ti fa capire come vuole essere condotta, poi se Le dai le gomme giuste e la "conoscenza" diventa amicizia ti permette di cominciare a godere delle sue peculiarità in maniera veramente DESMODROMICA.
Alle volte ti sembra che la marcia che hai in "canna" non finisca mai e che aooena innestata la successiva sia una altro capitolo da cominciare. Poi Stacchi e riesci ad abbattere la velocità a tuo piacimento e giù di brutto con la massima tranquillità e la moto pennella la curva esattamente come deve essere fatta.
Morale : UNO SPETTACOLO
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