Un buon taglio di capelli è come un buon abito, delinea la nostra personalità

Robert De Niro in “Taxi Driver”, John Travolta in “Grease” o ne “La Febbre del Sabato Sera”, Michael Douglas in “Wall Street”, Tilda Swinton in “Orlando” o Marlon Brando ne “Il Selvaggio” o “Apocalypse Now”.

Non sono solo personaggi di famose pellicole cinematografiche, sono anche immagini ben precise e determinate nella nostra mente. Non solo per il forte carattere dei personaggi citati o per abbigliamento che, in alcuni casi, hanno lanciato o perpetrato degli stili, come nel caso de “Il Selvaggio” o di “Wall Street”.

Quello che più ci ricordiamo è l’aspetto, o per meglio dire il look, sottolineato dai diversi tagli di capelli.

Il ciuffo imbrillantinato di Marlon Brando e di John Travolta, tipico del macho che gioca a fare il cattivo ragazzo, simbolo dell’arroganza e dell’esuberanza di un certo modello di uomo, così come i capelli tirati indietro con il gel di Michael Douglas, metafora dell’edonismo degli anni ’80 e il taglio alla mohicana di Robert De Niro, espressione della ribellione disperata dell’altra faccia degli stessi anni, sintetizzata dal fenomeno punk.

Da questi semplici esempi risulta chiaro come un taglio di capelli sia molto più di una semplice esigenza fisiologica; si tratta in realtà di uno dei modi più efficaci per mandare un messaggio preciso riguardante noi e la nostra personalità – o almeno quella che vorremmo comunicare -.

È dagli anni ’80 che viene rivolta una grande attenzione al taglio di capelli e a come adeguarli ai differenti visi.

Parte da Londra la grande rivoluzione dei capelli. Dopo gli anni ’60, durante i quali vigeva una grande standardizzazione dei tagli di capelli, e gli anni ’70, con l’esplosione e lo sdoganamento dei capelli lunghi anche per gli uomini, arriva il momento in cui i barbieri – che si occupavano tradizionalmente delle acconciature maschili – si trasformano in parrucchieri o, per dirla all’inglese, in hairstylists. Parallelamente, i parrucchieri tradizionali per donna vivono un momento di sviluppo incredibile, che ancora oggi non conosce sosta, al punto di trasformare i più celebri parrucchieri in autentiche popstars, come nel caso di Tony & Guy e Vidal Sassoon.

Personalmente, credo che il taglio di capelli sia una componente fondamentale del mio aspetto e non solo, perché riflette spesso anche i miei stati d’animo.

Mi è capitato più di una volta, al termine di periodi difficili, di chiedere al mio parrucchiere un taglio di capelli molto corto, a voler chiudere, anche fisicamente, una brutta situazione.

Si dice spesso che una donna che vive un periodo felice tenda a far crescere i capelli.

Non posso confermare o meno quest’asserzione, ma posso dire con certezza che il giusto taglio di capelli sia una delle caratteristiche fondamentali per sentirsi in sintonia con se stessi, né più né meno di un abito che ci calza a pennello.

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