Mutuo casa: tasso fisso o variabile?
Con l’anno nuovo ho deciso di investire i soldi, che al momento pago per l’affitto, nell’acquisto di una casa. La prima cosa che ho fatto è stata mettermi alla ricerca di un mutuo, o meglio di una banca che, con il mio stipendio, mi permettesse di chiedere un mutuo casa a condizioni il più possibile favorevoli.
Tra tutte le informazioni che sono riusciata a reperire, durante la mia ricerca del mutuo, ho anche trovato (sul sito idealista.it) questi interessanti grafici, che mostrano quanto pesino i mutui e gli affitti sulle famiglie italiane. Credo che dargli un'occhiata possa essere molto utile:
Rata mensile media pagata per i mutui dalle famiglie che vivono in abitazioni di proprietà, per ripartizione geografica. (Anni 2008-2010, valori in Euro)

Affitto medio mensile pagato dalla famiglie affittuarie dell'abitazione in cui vivono per ripartizione geografica. (Anni 2008-2010, valori in Euro)

Importo massimo concesso dalle banche
In seguito ai primi colloqui presso diversi istituti bancari ho scoperto che in genere le banche non concedono un importo che superi l’80% del valore dell’immobile, valore stabilito in base alla perizia, che sarà poi effettuata da un esperto (della banca chiaramente). Solo una delle banche, fra quelle a cui mi sono rivolta, mi avrebbe concesso anche un importo superiore, chiedendo però maggiori garanzie e proponendo condizioni meno favorevoli.
Il costo del mutuo
A questo punto mi chiedo quanto mi viene a costare il mutuo, cioè tra interessi e costi, nonché spese notarili e imposte, quando sarà la spesa complessiva, oltre a quella "pura e semplice" del costo della casa.
Mutuo a tasso fisso
Per poter calcolare il costo del mutuo, devo però decidere che tipo di tasso intendo scegliere, se mi conviene quello fisso oppure quello variabile. Tutti i miei amici ed anche il mio commercialista mi hanno consigliato di scegliere sempre e comunque il tasso fisso, cioè quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo. Esso mi permetterebbe di essere certa degli importi delle singole rate e di poter quindi calcolare esattamente il costo complessivo del mutuo, ma presenta lo svantaggio che le condizioni sono più pesanti rispetto al mutuo a tasso variabile e non permette di poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato.
Mutuo a tasso variabile
D’altro canto, scegliendo il mutuo casa a tasso variabile, il tasso d’interesse può variare rispetto al tasso di partenza, in base alle oscillazioni del parametro di riferimento. Il motivo per cui mi hanno sconsigliato questo tipo di mutuo è perché si può essere soggetti a un aumento imprevedibile dell’importo o del numero delle rate; infatti, a parità di durata, i tassi variabili sono inizialmente più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare le rate, anche in misura consistente.
Indice Euribor
Visto che il mio stipendio non è così alto da permettermi di poter affrontare spese troppo variabili, sono propensa a scegliere il mutuo a tasso fisso, ma ciò che in questo momento particolare più mi rende incerta nella scelta, è l'andamento degli indici Euribor - a cui sono legati la maggior parte dei mutui a tasso variabile stipulati in Italia.
Ecco un'interessante confronto fra le diverse offerte, basato sull'aumento dell'Euribor.
Fonte: businesscommunity.it
Sarò grata a chiunque, ferrato in materie economiche, potrà darmi un consiglio sulla scelta migliore da fare.

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