Basta all'intromissione della Chiesa nella nostra vita!

Basta! E’ ora che qualcuno dica basta all’intromissione della Chiesa nella vita politica e sociale di questo Paese.

Capisco benissimo che il punto di vista della Chiesa, intesa come Stato e non come comunità cattolica, sia contraria all’aborto ed esistono già sufficienti medici che fanno appello all’obiezione di coscienza (ed anche su questo avrei qualcosa da dire), ma da lì a fare costanti pressioni sul fatto che la nuova pillola RU486 sia vietata, mi sembra veramente troppo. Non che tutto ciò mi stupisca, tantomeno mi stupirebbe se fra qualche giorno si facesse un passo indietro e adducendo chissà quale motivazione, la decisione venisse modificata; siamo in Italia, quando la Chiesa vuole qualcosa, i nostri politici (di qualsiasi partito siano), il più delle volte cercano di assecondarla, almeno a livello pubblico, peccato che non facciano lo stesso nel privato….. ma questa è un’altra storia.

Quello che più mi stupisce è che sia sempre un piccolo gruppo di persone ad avere il coraggio di ricordare ai capi della comunità cattolica che il loro lavoro è dentro le Chiese, è lì che devono convincere “le loro pecorelle” a non compiere atti di libidine fuori dal matrimonio, forse così diminuirebbero le gravidanze non volute; ma no, al contrario ora si possono sposare in Chiesa anche quando la donna è già in stato di gravidanza avanzata (solo per fare un esempio della loro incoerenza). Sembra quasi che per paura che la comunità cattolica si riduca sempre più certi comportamenti vengano accettati….

Ogni volta che la ricerca fa’ dei passi avanti, magari per rendere meno dolorose la conseguenza di una scelta che per qualsiasi donna, cattolica e non, non è facile da prendere, la Chiesa si oppone, argomentando la scelta in diversi modi:

Leggo sull’Avvenire un’intervista al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei:

L’aborto farmacologico tende a far "scomparire" l’interruzione di gravidanza nascondendola dietro l’apparente banalità di una pillola da ingoiare. Che effetto può avere?

“Rendendo tutto più facile, la nuova modalità abortiva certamente aumenta una mentalità che sempre più induce a considerare l’aborto come un anticoncezionale, cosa che la legge 194 – nella sua prima parte – assolutamente esclude».

Bene, peccato che anche da questo punto di vista, è probabilmente proprio a causa della presenza e delle pressioni del Vaticano, che la legislazione in Italia, riguardante la sterilizzazione tubarica, è così impostata da renderla in sostanza illegale se non i casi di necessità; mentre per qualcuno potrebbe rappresentare un ottimo metodo anticoncezionale, che eviterebbe l’assunzione di ormoni per anni, con non si sa quali conseguenza sull’organismo e ridurrebbe di certo il numero di aborti. Chi ha deciso di non avere figli, non necessariamente cambierebbe idea, qualora si trovasse ad affrontare una gravidanza non voluta e, forse, è meglio così!

L’articolo continua:

L’Europa viene invocata come giustificazione all’apparente inesorabilità dell’adozione della Ru486...
«L’Europa è solo un grande pretesto usato secondo convenienze e interessi. Invocare l’adeguamento all’Europa è un argomento pretestuoso. Gli obiettivi indicati da organismi sovranazionali vanno considerati solo quando sono orientati al bene, all’ordine morale. Diversamente, un Paese membro deve discostarsi, dando il buon esempio agli altri e diventando capofila di una inversione di marcia».

Immagino che sia il Vaticano a dover decidere quando qualcosa è orientato al bene e all’ordine morale… Forse sarebbe il caso che si concentrasse un po’ di più su quanto accade dentro la Chiesa stessa e su quali siano le conseguenze a livello mondiale di certe affermazioni da loro frequentemente fatte contro l’uso del preservativo oppure il “no” espresso dal vaticano alla depenalizzazione dell'omosessualità da parte dell'Onu, il caso Englaro, ecc…. Loro decidono dall’alto dei loro altari e non siamo quelli che soffriamo le conseguenze delle loro scelte.

Finora a pochi giorni fa’, in Italia l'IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) veniva praticata solo con intervento chirurgico, anche se la scienza si era già evoluta e aveva da tempo trovato nuovi metodi, meno dispendiosi economicamente e meno traumatici per la donna, come quello farmacologico della RU486. L’Italia era rimasto l’unico Paese, insieme all’Irlanda, in cui ancora questo farmaco non poteva essere commercializzato e, diversamente dalla maggior parte dei Paesi europei, in cui può essere utilizzato entro la nona settimana, in Italia dovrà essere utilizzata entro la settima settimana di gestazione.

Ma cosa cambia rispetto rispetto all’interruzione Volontaria di gravidanza con intervento chirurgico?

Un’interessante articolo pubblicato sul sito dell’ADUC(associazione per i diritti degli utenti e i consumatori), risalente addirittura al 1999, mette i due metodi direttamente a confronto. Riporto qui solo le differenze più importanti nella percezione dell’intervento, chi fosse interessato a leggere l’intero articolo, potrà trovarlo, cliccando sul link www.aduc.it:

Metodo chirugico

Metodo farmacologico

- Operazione, eventualmente sotto narcosi.

- Il momento dell’intervento è pianificato e ben determinato. L'operazione dura poco tempo.

- Di regola l’intervento non viene effettuato prima della 7a settimana.

- Si ha più tempo a disposizione per prendere una decisione.

- Se effettuato sotto narcosi, l’intervento non è vissuto coscientemente.

- Di solito le perdite di sangue dopo l’operazione sono poco abbondanti e di breve durata.

- Dolori prolungati sono rari.

- In oltre 95% dei casi un ulteriore intervento chirurgico non è necessario. Non c'e' bisogno di narcosi.

- Il procedimento è di tre giorni.

- L’interruzione può essere praticata molto precocemente, il che è sovente percepito come un sollievo psichico.

- L'espulsione è vissuta coscientemente.

- Molte donne ritengono che il metodo farmacologico è più naturale.

- Maggiore responsabilità personale.

- Perdite di sangue più prolungate.

- Dolori addominali che durano più o meno a lungo.

Fondamentalmente le differenze non sono moltissime e non credo che le donne, indifferentemente dal metodo, prendano una decisione così importante senza averla ben valutata, ma il Vaticano ha nuovamente approfittato per ricordare ai medici di fare appello all’obiezione di coscienza…e forse, riuscirà di nuovo a far sentire la sua influenza sulla legislazione italiana, infatti come scrive Fregonara Gianna sul Corriere della Sera del 2 agosto 2009: “Intanto uno degli effetti politici dell' introduzione della pillola abortiva sarà un' accelerazione della presentazione delle linee guida della 194, come anticipa la sottosegretaria al Welfare Eugenia Roccella, rispondendo alle critiche dell' Avvenire: «Il governo poteva fare ben poco perché la decisione era tecnica». Ma è proprio lei ad indicare paletti e limiti per l' assunzione della pillola, che annuncia verranno «inseriti nelle linee guida per la 194 che saranno pronte in autunno»: saranno richiesti permanenza in ospedale, test sociopsicologico, consenso informato. Indicazioni che provocano le proteste anche nella maggioranza. Spiega Benedetto Della Vedova, ex radicale oggi Pdl: «L' esecutivo può disciplinare, ma non boicottare l' utilizzo dell' Ru486. Deve operare perché gli aborti continuino a diminuire, non lottare contro un modo particolare di abortire. Non sarebbe politicamente serio e alla fine si rivelerebbe anche giuridicamente impossibile».” Chissà cosa ne uscirà..

Ma perché non ci lasciate vivere in pace e non vi occupate dei vostri cattolici? Io, che non sono cattolica, né tantomeno seguo alcun’altra religione, amo la vita degli altri e la mia, vivo in uno Stato democratico e, in teoria “laico”, ma purtroppo mi trovo sempre a dover rispettare leggi dettate da qualche personaggio che afferma di riportare il volere di Dio, ma quale?

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Commenti

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Anna
 
04 Agosto 2009 09:17

Non posso che essere completamente d'accordo con te. E' veramente estenuante combattere tutti i giorni per ottenere e far rispettare i nostri diritti.

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