Cosa fare se si scopre la presenza di ratti vicino a casa
Ho da poco cambiato casa, trasferendomi in città, e purtroppo ho avuto subito una brutta sorpresa. La sera, tornando a casa, mi è capito più di una volta di vedere dei ratti che camminavano lungo la parete e a un certo punto s’infilavano in un’apertura del muro che coincide con la mia cantina. Sono rimasta inorridita. Infatti, anche se ho sempre vissuto in campagna e quindi mi è capito qualche volta di far conoscenza con un piccolo topino indifeso, devo ammettere che i ratti fanno tutt’altro effetto e non solo per le dimensioni, che più che a quelle di un topo, fanno pensare a quelle di un gatto.
Non appena mi è stato possibile, ho controllato la cantina ed ho scoperto svariate tracce che facevano pensare a una presenza piuttosto frequente di roditori. Ho quindi parlato con i vicini, per capire se il problema era localizzato solo nella mia cantina o se, come immaginavo, riguardasse tutto il comprensorio. Ebbi subito la conferma dei miei timori e convinsi quindi gli altri che era il caso di rivolgersi a un’impresa che si occupa di derattizzazione, in modo da circoscrivere se non addirittura eliminare il problema.
Visto che i miei vicini non sono più dei giovincelli, ed avendo io accesso ad internet quotidianamente, mi sono presa la responsabilità di fare delle ricerche sull’argomento, in modo da scegliere l’impresa di derattizzazione più adatta alle nostre necessità.
Leggendo qua e là su internet ho scoperto che l’utilizzo delle esche rodenticide solitamente non risolve definitivamente il problema, ma può essere utile per una rapida riduzione del numero di ratti. Per risolvere del tutto il problema è invece necessario ricercare ed eliminare dall’area i fattori ambientali che favoriscono l’infestazione stessa, quali per esempio la disponibilità di acqua, di alimenti e di ricoveri o luoghi idonei allo scavo delle tane, il che, in città non è cosa semplice. Una volta che mi ero quindi convinta dell’impossibilità di risolvere il problema senza l’aiuto di altri, mi sono messa alla ricerca dell’impresa di disinfestazione.
Parlando con gli operatori ho scoperto che la derattizzazione avviene in diverse fasi. Come prima cosa dispongono le basi di adescamento vuote, in modo che i ratti vi facciano l’abitudine, infatti, esse rappresentano per loro un oggetto
nuovo cui avvicinarsi quindi con una certa sfiducia. Dopo qualche giorno vi vengono disposte le esche. Solitamente si collocano 2-3 postazioni ogni 100 metri quadrati, ma ciò non è valido per tutte le configurazioni. Cosa molto importante è che i dispensatori non vengano collocati nelle immediate vicinanze della fonte di alimento già utilizzata dai roditori ma lungo i probabili percorsi tra la fonte di alimento, le tane e i luoghi di approvvigionamento dell’acqua.
Una corretta impostazione del trattamento prevede una mappa del sito, sul quale siano riportati tutti i punti di adescamento attivati; il nome del prodotto rodenticida con l’indicazione del principio attivo contenuto; una scheda in cui siano registrate le date d’intervento, le quantità di esche utilizzate e i consumi rilevati.
All’inizio le ispezioni possono essere effettuate ogni tre o quattro giorni; quando inizia a diminuire il consumo delle esche, si può diminuire anche la frequenza delle ispezioni. Il raggiungimento di una derattizzazione efficace necessita di circa due o tre settimane, qualche volta anche di più.
Per fortuna da noi sono state sufficienti due settimane per risolvere il problema; comunque, quando passo vicino all’edificio, controllo sempre se per caso si ripresenta qualche traccia.

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